Ogni lingua, una nuova personalità: neuroscienza, emozioni e vita quotidiana in sei idiomi
di Marek Los – Fondatore del Centro Linguistico Moose
(Questo testo è un estratto ampliato da una serie di articoli che appariranno presto anche sulla stampa internazionale in lingua inglese)
Perché ogni lingua ci cambia
Gli studi di neurolinguistica e psicologia culturale dimostrano che il linguaggio non è solo uno strumento per comunicare: plasma il pensiero, regola le emozioni e modella la nostra identità sociale.
Negli Stati Uniti, dove le università come Harvard, MIT e Stanford ospitano ricerche pionieristiche su questo tema, si è visto che il cervello “cambia marcia” quando passa a un altro idioma. Come scrive Lera Boroditsky, “ogni lingua è una lente che mette a fuoco aspetti diversi della realtà”.
Io stesso vivo questa trasformazione ogni giorno, parlando polacco, italiano, portoghese brasiliano, inglese, tedesco e russo. Ma non si tratta solo di parole: cambiano il tono della mia voce, i gesti, la velocità dei pensieri e persino il senso dell’umorismo.
Una giornata in sei lingue – e sei versioni di me
Ore 7:00 – Polacco, l’architetto del pensiero
La prima telefonata del mattino è a mio figlio in Polonia. Con i miei figli, il polacco è la lingua naturale: mi rende più serio, strutturato, quasi giuridico (forse retaggio dei miei studi in legge a Wroclaw).
Ore 8:00 – Italiano, il teatro domestico
In casa con mia moglie parliamo italiano. Qui sono più espressivo, più fisico. Un giorno, in una discussione, ho detto “Mi sento pesante” intendendo “sono stanco”, e lei è corsa a prendere la bilancia — convinta stessi parlando del mio peso.
Ore 9:30 – Inglese, la precisione di New York
Con Michael, partner a Manhattan, parlo inglese. Lì non ci sono pause drammatiche: si va al punto. Ricordo una volta in cui ho iniziato a raccontare un aneddoto europeo e lui mi ha interrotto con un sorridente “Bottom line?” — segno che lì la narrazione ha tempi diversi.
Ore 12:00 – Portoghese brasiliano, la pausa del cuore
Con un cliente di Fortaleza, il portoghese brasiliano scorre lento, musicale. Ma un giorno, in una riunione, ho detto “Estou chateado”, pensando di dire “sono imbarazzato”. In realtà significa “sono arrabbiato”. L’atmosfera cambiò in un istante… finché non ci siamo messi a ridere.
Ore 15:00 – Tedesco, l’ingegnere del pomeriggio
Con un fornitore di Berlino il mio linguaggio diventa preciso, logico, quasi privo di gesti. In un incontro, ho cercato di alleggerire con una battuta tradotta dall’italiano… silenzio. Lì ho imparato che l’umorismo è anch’esso un prodotto culturale.
Ore 18:30 – Russo, la sera dell’introspezione
Con un amico di Mosca, il russo mi rallenta, mi rende più poetico. Una volta, ho citato un proverbio polacco credendo esistesse anche in russo: in realtà, suonava come una frase senza senso. La sua risata è durata cinque minuti.
Conversazioni che rivelano mondi
Una delle esperienze più curiose è stata a New York, parlando con un giovane manager. Passavo dall’inglese all’italiano, al polacco, per poi tradurre in portoghese a un collega collegato da Fortaleza. Alla fine, il manager americano mi ha detto: “I swear, you’re a different person in every language.”
Aveva ragione: in inglese sono più diretto, in italiano più teatrale, in portoghese più caloroso, in tedesco più strutturato, in russo più riflessivo, in polacco più analitico.
Anecdoti ed errori linguistici
-
Il brindisi sbagliato in Brasile – Ho detto “Estou excitado com questo progetto”, volendo dire “sono entusiasta”. In realtà suonava come “sono sessualmente eccitato”.
-
La battuta in italiano fraintesa in inglese – Ho detto “I’m full” dopo cena, volendo dire “sono sazio”. Il mio interlocutore americano ha pensato che stessi dicendo “sono incinta”.
-
Falso amico tedesco – Ho usato “Gift” pensando significasse “regalo”, come in inglese, ma in tedesco significa “veleno”.
-
Errore da trilingue stanco – Una sera, mescolando polacco, italiano e portoghese, ho salutato un cliente dicendo “Boa notte” — inesistente in tutte e tre le lingue.
La scienza dietro il fenomeno
Secondo ricerche pubblicate su Psychological Science e Journal of Cultural Neuroscience:
-
Parlare una lingua melodica come italiano o portoghese brasiliano attiva maggiormente l’amigdala e l’insula, aree legate all’empatia e all’espressione emotiva.
-
Lingue strutturate come tedesco e polacco stimolano la corteccia prefrontale, migliorando pianificazione e ragionamento logico.
-
L’inglese, lingua ad alta efficienza informativa, attiva pattern cerebrali associati alla risoluzione rapida dei problemi.
E tu… vorresti vivere come me?
Parlare sei lingue ogni giorno è come abitare in sei città contemporaneamente. Con mia moglie parlo italiano, con i miei figli polacco, con gli amici più spesso italiano e inglese, con i partner d’affari portoghese, inglese e italiano.
È faticoso? A volte. È arricchente? Sempre.
Vuoi scoprire anche tu la tua “seconda personalità” in un’altra lingua? Vieni al Centro Linguistico Moose a Roma Prati o online.
Biografia – Marek Los
Marek Los è fondatore del Centro Linguistico Moose, poliglotta che parla correntemente sei lingue e ne ha studiate oltre dieci. Laureato in giurisprudenza all’Università di Wroclaw, ha trent’anni di esperienza nell’insegnamento delle lingue e nella formazione internazionale. Vive tra Italia e Brasile, dove dirige progetti educativi e di investimento immobiliare. Scrive regolarmente su comunicazione interculturale e neuroscienze del linguaggio.
Every Language, a Different Personality: Neuroscience, Emotions, and Daily Life in Six Tongues
By Marek Los – Founder of the Moose Language Center
(This is an expanded excerpt from a series of articles soon to be published in international media)
Why Every Language Changes Us
Research in neurolinguistics and cultural psychology shows that language is not just a tool for communication — it shapes thought, regulates emotions, and defines social identity.
In the United States, leading universities such as Harvard, MIT, and Stanford host pioneering studies on this subject. As cognitive scientist Lera Boroditsky writes, “Each language is a lens that brings different aspects of reality into focus.”
I experience this transformation daily, speaking Polish, Italian, Brazilian Portuguese, English, German, and Russian. It’s not just about vocabulary — my voice changes, my gestures shift, my thinking speeds up or slows down, and even my sense of humor adapts.
A Day in Six Languages – and Six Versions of Myself
7:00 AM – Polish, the Architect of Thought
My first call of the morning is to my son in Poland. With my children, Polish is the natural choice. It makes me more serious, structured, almost legalistic — perhaps a remnant of my law studies in Wrocław.
8:00 AM – Italian, the Domestic Theater
At home with my wife, we speak Italian. Here I am more expressive, more physical. Once, during a discussion, I said “Mi sento pesante” meaning “I’m tired,” and she ran to get the scale — convinced I was talking about my weight.
9:30 AM – English, the Precision of New York
With Michael, a partner in Manhattan, I switch to English. No dramatic pauses here — you get straight to the point. I once began telling a long European-style anecdote, and he cut in with a smiling “Bottom line?” — a reminder that storytelling runs on a different clock in New York.
12:00 PM – Brazilian Portuguese, the Pause of the Heart
With a client in Fortaleza, Brazilian Portuguese flows slowly, musically. But once, in a meeting, I said “Estou chateado”, thinking it meant “I’m embarrassed.” In reality, it means “I’m upset.” The mood in the room shifted instantly… until we all burst out laughing.
3:00 PM – German, the Afternoon Engineer
With a supplier in Berlin, my language becomes precise, logical, almost gesture-free. In one meeting, I tried to lighten the mood with an Italian joke — silence. That’s when I learned humor is as cultural as grammar.
6:30 PM – Russian, the Evening of Introspection
With a friend in Moscow, Russian slows me down, makes me more poetic. Once, I quoted a Polish proverb assuming it existed in Russian. It didn’t. It came out as complete nonsense, and his laughter lasted five minutes.
Conversations that Reveal Worlds
One of the most striking moments happened in New York, speaking with a young manager. I switched from English to Italian, then to Polish, and later translated into Portuguese for a colleague joining from Fortaleza. At the end, the American manager said: “I swear, you’re a different person in every language.”
He was right: in English I’m direct, in Italian theatrical, in Portuguese warm, in German structured, in Russian reflective, in Polish analytical.
Anecdotes and linguistic mistakes
-
The Wrong Toast in Brazil – I once said “Estou excitado com este projeto”, meaning “I’m excited about this project.” In Portuguese, it sounded like “I’m sexually aroused.”
-
Italian Joke Lost in English – After dinner, I said “I’m full” to mean “I’m satisfied.” My American guest thought I was saying “I’m pregnant.”
-
German False Friend – I used “Gift” thinking it meant “present,” like in English. In German, it means “poison.”
-
The Trilingual Slip – One evening, mixing Polish, Italian, and Portuguese, I said “Boa notte” — which doesn’t exist in any of the three languages.
The Science Behind the Phenomenon
According to studies published in Psychological Science and the Journal of Cultural Neuroscience:
-
Speaking melodic languages like Italian or Brazilian Portuguese activates the amygdala and insula, areas linked to empathy and emotional expression.
-
Structured languages such as German and Polish stimulate the prefrontal cortex, enhancing planning and logical reasoning.
-
English, with its high information density, activates brain patterns associated with rapid problem-solving.
And You… Would You Live Like This?
Speaking six languages daily is like living in six cities at once. With my wife, I speak Italian. With my children, Polish. With friends, mostly Italian and English. With business partners, Portuguese, English, and Italian.
Is it tiring? Sometimes. Is it enriching? Always.
Do you want to discover your “second personality” in another language? Come to the Moose Language Center in Rome’s Prati district or join us online.
Biography – Marek Los
Marek Łoś is the founder of the Moose Language Center, a polyglot fluent in six languages and a student of more than ten. A law graduate from the University of Wrocław, he has thirty years of experience in language teaching and international education projects. He divides his life between Italy and Brazil, where he also directs real estate investment initiatives. He writes regularly about intercultural communication and the neuroscience of language.



